IL VESCOVO CLAUDIO STAGNI ALLA PARROCCHIA DI PIEVE CESATO

7 febbraio 2010 Visita pastorale

Con la celebrazione di questa Messa concludiamo la Visita pastorale, attingendo alla grazia dell'Eucaristia domenicale. La Messa della domenica è il modo più vero per incontrarci, perché siamo discepoli del Signore, che parla a tutti: il vescovo, il parroco, le famiglie, i catechisti, i bambini. Gesù parla a tutti, e tutti abbiamo da imparare.

Questa settimana che sono stato con voi e ho visto una parrocchia viva; siete fortunati ad avere una parrocchia così. Ha una misura né piccola né grande, per cui vi conoscete tutti. C'è molta collaborazione e mi par di capire che vi volete bene. Volete bene a don Vittorio e anche lui ve ne vuole tanto. Lo sapete e lo vedete anche nelle cose che fa. Dobbiamo essere molto grati a don Vittorio per tutto quello che sta facendo, che ha fatto e che farà ancora. Dobbiamo ricordare anche i parroci che lo hanno preceduto, perché si vede che hanno seminato bene, formando delle famiglie che vogliono bene al Signore e che sanno educare i loro figli. Questa è una grazia grande, oggi soprattutto.

Ho visitato nelle vostre case qualche anziano e ammalato; ho visto la vostra Scuola materna e il Nido. È una realtà molto bella, guidata da persone molto motivate. Anche questo è un riferimento chiaro per i vostri bambini.

Il Vescovo in visita alla Scuola MaternaPoi ho incontrato i Consigli della parrocchia: il Consiglio pastorale, quello degli affari economici, quello del circolo e dell'unione sportiva. Sono attività che animano e ravvivano la vostra parrocchia e le associazioni. Ho apprezzato la collaborazione che c'è anche con la Diocesi, con un'apertura e una capacità di intendersi che è un arricchimento non solo per l'Azione cattolica ma anche per le altre realtà della parrocchia.

Ho saputo che ci sono molte iniziative a favore della parrocchia, che valorizzano molto volontariato. Il volontariato esisteva nelle parrocchie prima ancora che sapessimo che si chiamava così. Da sempre c'è gente che serve e aiuta per la pulizia della chiesa, per l'ordine, per le feste. Poi c'è il coro: siete fortunati ad avere un coro così ben preparato. Tutte queste cose vengono fatte perché volete bene alla vostra chiesa e avete piacere che chi viene in parrocchia si trovi bene; e lo si vede.

Noi parliamo di volontariato, ma in certe occasioni (sagra, feste) è un volontariato che lavora molto nella preparazione e nell'esecuzione delle attività. Bisogna dare atto di una grande generosità. Ho visto che fate anche della carità per i bisognosi, l'Istituto S. Teresa, le missioni ecc.

Questo è ciò che di bello ho visto. Qualcuno dirà: allora è tutto a posto?

Il Vescovo in visita alla Scuola MaternaC'è ancora qualcosa da fare e ce ne sarà sempre, in quanto si deve sempre ricominciare da capo. Infatti gli uomini nascono pagani e devono diventare cristiani, perché cristiani si diventa. Si deve quindi educare i figli da subito in famiglia, poi in seguito anche nella comunità parrocchiale dove c'è il percorso del catechismo. Questo cammino sarà sempre da perfezionare, coinvolgendo sempre più i genitori accanto ai loro figli, nel tempo del catechismo e anche dopo. È auspicabile che tutti i ragazzini che fanno il catechismo, alla domenica possano partecipare anche alla Messa. Infatti il catechismo prepara all'Eucaristia, a comprenderla, a parteciparvi e poi a viverla. Alla fine di tutto infatti ci rimane la Messa, come sostegno alla vita cristiana, come punto di arrivo e punto di partenza.

Poi voi avete capito che ci sono delle attività che suggeriamo di fare insieme alle altre parrocchie, nell'Unità pastorale, non perché voi non siate in grado di farle da soli, ma perché bisogna aiutare le parrocchie più sguarnite, quelle che non riescono da sole. Per esempio si potrebbe fare un'attività di formazione delle famiglie. Formare un gruppo di sposi che hanno i bambini piccoli; poi un altro gruppo per quelli che li hanno cresciuti e nascono problemi nuovi. Ci sono qua e là di questi gruppi per venire incontro ai genitori e aiutarli ad affrontare i loro impegni. Attraverso l'Unità pastorale questa potrebbe essere una delle cose auspicabili.

Come pure suggerisco con insistenza dappertutto la formazione degli adulti nella dottrina sociale della Chiesa. Ne abbiamo bisogno, perché il punto debole nel quale i cristiani rischiano di cadere è proprio questo: non sapere reagire alle insidie degli insegnamenti sbagliati che ci vengono dati dalla società, cominciando dal divorzio, dall'aborto, dalla prossima eutanasia, dal testamento biologico, per finire a tutte quelle cose di cui sentite parlare nella televisione e magari vi pare di non capirci niente. Ma c'è qualcuno che le capisce e le diffonde con tanta forza, e purtroppo non sono per il bene né delle famiglie né delle persone. Ci sono altri interessi, che non sto ad indagare, che spingono a questo. E noi dobbiamo farci furbi e approfondire i problemi che ci sono sotto queste questioni, che vengono presentate per il bene della gente come se fossero diritti, mentre bisogna capire bene di che cosa si tratta.

Oggi è anche la giornata della vita. Pensate cosa sta avvenendo per favorire non un diritto, come si dice, ma spesso un desiderio e talvolta un capriccio. E intanto si sacrifica la vita di chi ha appena iniziato a vivere. Noi cristiani a queste cose non ci possiamo rassegnare, perché altrimenti diventiamo una luce, come dice Gesù, che invece di risplendere e illuminare gli altri la nascondiamo sotto il moggio, e così rimaniamo al buio noi e lasciamo al buio anche gli altri. Ecco l'importanza della formazione degli adulti sulla dottrina sociale della Chiesa.

Infine vi chiedo di pregare per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Una volta queste parrocchie avevano quasi sempre qualche vocazione. Si è asciugata la sorgente, ma non certo perché Dio non chiama. Il Signore certamente mette il pensiero nel cuore dei giovani; ma poi non è alimentato, non è custodito, forse non trova quella spinta nella famiglia e nella comunità cristiana che deve dare l'idea della bellezza di servire i propri fratelli anche per aiutarli nel cammino di fede.

Certo si possono servire i propri fratelli anche nel mondo con un impegno sociale e politico. Ma guai se vengono meno coloro che formano le coscienze, e costruiscono la comunità dei figli di Dio, qui da noi, nelle missioni... Il Signore, avete sentito nel Vangelo, chiama i suoi per mandarli; li ha uniti a sé per mandarli in tutto il mondo.

Il Vescovo in visita al NidoSe andiamo avanti così il vescovo rischia di non avere più nessuno da mandare. Ho già fatto 20 funerali di preti nei cinque anni e mezzo che sono a Faenza, e ho consacrato un sacerdote soltanto. Bisogna che invertiamo la rotta. Gesù ha detto: pregate. Bisogna che preghiamo di più, con ore di adorazione, Rosari, mettendoci in ginocchio e pregando. Così il Signore capisce che gradiamo il sacerdote, e lo capiscono anche i ragazzini che devono mettersi a disposizione e devono scegliere. Se invece pensiamo solo ai nostri interessi, a sistemarci nel mondo e non a sistemare il mondo, allora dovremo ancora piangere e ancora faticare.

Concludiamo questa settimana affidandoci a S. Giovanni Battista, vostro patrono. Lui la sua parte l'ha fatta fino al martirio. Credo che sia un bel richiamo per una parrocchia avere un Santo così grande, del quale Gesù ha detto: Non è nato tra i figli di donna, uno più grande di Giovanni Battista.