Papa Giovanni Paolo II con Don VittorioMons. Vittorio Prof. Santandrea
Nato a CastelBolognese (Ra) il 12/04/1942

Dopo avere frequentato gli studi e la formazione spirituale nel Seminario Pio XII di Faenza, è ordinato Presbitero il 28/06/1968.
* Vicario parrocchiale di San Michele in Brisighella dal27/08/1968 al 16/10/1985.
* Cappellano dell’Ospedale San Bernardo di Brisighella dal 01/01/1971 al 16/10/1985.
* Delegato per le Parrocchie di Baccagnano e Cottignola in Brisighella dal 09/04/1972 al 16/10/1985.
* Ha conseguito la Licenza in Sacra Teologia Dogmatica all’Università S.Tommaso a Roma con equipollenza il 25/01/1975.
* Direttore dell’Associazione Diocesana Ministranti dal 14/01/1986 al 1990.
* Nominato Parroco a Santa Maria in Boncellino dal 17/10/1985 al 15/10/1991.
* Nominato Arciprete di San Giovanni Battista in Fusignano dal 20/10/1991 al 08/10/2000.
* Cappelano dell’Ospedale di Fusignano e poi di Lugo dal 20/10/1991 al 08/10/1995
* Insegnante di Educazione religiosa nelle Scuole Medie Statali di Brisighella prima e poi di Russi e Bagnacavallo dal 01/10/1968 al 30/09/1992.

  • è “Monsignore" = Cappellano d’onore di Sua Santità dal 27/09/2000 
  • è Parroco della Parrocchia San Giovanni Battista in Pieve Cesato dal 18/12/2001
  • è Vicario Foraneo del Vicariato "Forese Est" della Diocesi di Faenza-Modigliana dal 15/11/2002    
  • è Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano dal 15/11/2002
  • è Membro del Collegio del Consultori dal 11/01/2014
  • è Presidente del Fondo di Mutua Assistenzael fra il Clero dal 18/01/2014
  • è Canonico della Cattedrale di Faenza associato a San Giacomo il Maggiore dal 02/02/2014
  • è membro del Consiglio di Amministrazione della Casa del Clero  

 

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Genitori

I Genitori Anna e Armando.

E’ in possesso:

  • Del Patentino di Operatore Cinematografico.
  • Del REC: iscrizione Registro Esercenti Commercio (alimenti e bevande)
  • Del Patentino di Responsabile della Sicurezza massimo livello.
  • Della Autorizzazione Sanitaria Permanente per esercitare l'attività di:preparazione, cottura, somministrazione, per uso parrocchiale, di alimenti, bevande, e produzione di pasta fresca.

 

 

 

Mons. Vittorio Santandrea e il suo amore per la montagnaCOSI' COME MI HAI FATTO

" Signore, nel realizzare il Tuo disegno eterno, mi hai chiamato all'esistenza in quel contesto di dati che sono la mia storia. Perché così e non in altro modo? Ti sei forse sbagliato? No. Tu non mi hai creato per sbaglio, né per distrazione. Al momento giusto, all'ora Tua, secondo il Tuo disegno e la Tua volontà, secondo la Tua scelta, Tu mi hai formato. Sono fatto bene così... Se dicessi di no, mi parrebbe di mancarTi di riguardo, di dire che neppure a Te riescono le cose come le vuoi, che anche a Te capitano gli infortuni. Signore, sono fatto bene per Te. Alle volte, perdonami se Te lo dico, mi trovo fatto un po’ meno bene per me. I miei limiti non devono essere motivo di cruccio per la mia superbia, né motivo di malumore quando gli altri li vedono. Signore, Ti benedico e Ti ringrazio che mi hai fatto come mi hai fatto. Gli altri possono dire quello che vogliono

Io ho solo da dirti: Grazie. Ho solo da benedirTi, ho solo da sentire una riconoscenza eterna perché mi hai fatto come mi hai fatto. E, quando gli altri trovano che sono uno sgorbio, più che una cosa buona, io, Signore, credo a Te. Alle volte mi prende la voglia di vedere come Te la caverai con questa povera creatura che io sono. E penso che la vita eterna sarà beata anche per questo: perché là capirò quello che adesso non capisco e mi spiegherò ciò che adesso per me è un mistero."

BENVENUTO don VITTORIO

L'arrivo di Mons. Vittorio Santandrea presso la Parrocchia di Pieve Cesato, nuova destinazione della sua attività pastorale, è stato salutato da una autentica festa. Già prima della Santa Messa, celebrata lo scorso 23 dicembre 2001 alle ore 11, tantissima gente del paese, ma anche molti fedeli giunti da Fusignano e da altre zone in cui don Vittorio è stato Parroco, si era accalcata sul sagrato per accogliere a braccia aperte il nuovo Sacerdote. Ho notato che don Vittorio è rimasto piacevolmente sorpreso da questo caloroso benvenuto.

Nella Chiesa, antica Pieve, gremita in ogni ordine di posti, il nostro Vescovo, Mons. Italo Castellani, ha presentato Don Vittorio alla Comunità parrocchiale.

Da parte sua, nella prima omelia ai fedeli, Don Vittorio si è detto felice di essere giunto a Pieve Cesato perché già conosciuta negli anni del Diaconato, e sottolineando la coincidenza quasi perfetta tra il suo insediamento e la solennità del Santo Natale, ha fatto propria la frase di Nostro Signore Gesù Cristo: " Non sono venuto tra voi per essere servito, ma per servire ".

Don Vittorio ha poi anche ricordato che fu un Sacerdote di Pieve Cesato (don Giuseppe Minghetti attuale Parroco di Celle) a indirizzarlo verso gli studi del Seminario.

Durante la celebrazione eucaristica, al momento dello scambio del segno di pace, sia il Vescovo, sia il nuovo Arciprete sono passati in mezzo ai fedeli per stringere loro la mano: un gesto di grande sensibilità, che sta a significare la vicinanza della Chiesa e dei suoi Ministri alla Comunità dei credenti.

La Santa Messa, animata dai bellissimi canti della Corale parrocchiale, è terminata alle ore 12,15, ma i festeggiamenti per l'arrivo di Don Vittorio sono continuati, come segno tangibile dell'affetto verso un Sacerdote che ha già ampiamente dimostrato, e di certo continuerà a dimostrare, una profonda partecipazione e una grande capacità di coinvolgere i fedeli alle attività materiali e spirituali, della Parrocchia.

Alfreda prof.ssa Melandri di Fusignano

 

IO CON 71 E LUI CON 31 SU LA "TRIDENTINA": LA FERRATA PRINCIPE DELLE DOLOMITI

Da tempo c'era il desiderio di andare a fare la Ferrata Tridentina che si trova nel Gruppo del Sella, poco sotto il passo Gardena e vicino a Colfosco.

Siamo giunti all'Hotel Cherz del passo Campolongo, domenica 8 settembre 2013 alle ore 18  accolti dalla cortese ospitalità dei gestori De Dorigo Martino e Gabriella, dai figli e nonni che hanno subito festeggiato mangiando le pesche di Pieve Cesato.

Dopo la squisita cena siamo andati a riposare presto perché stanchi e desiderosi, all'indomani, di poter affrontare la difficile salita per la via ferrata fino al Rifugio Cavazza del Pisciadù.

Durante la nottata si è abbattuto un forte temporale, è stato un segno positivo.

Lunedì 9 settembre, fatta una sostanziosa colazione e intravedendo il miglioramento del tempo, siamo subito partiti raggiungendo il parcheggio che è appena sopra il paese di Colfosco. Dopo avere indossato l'imbragatura ci siamo incamminati per raggiungere l'attacco della ferrata. Una preghiera alla Madonna, all'Angelo custode e via.

Sono molti i fattori che rendono la ferrata Tridentina tra le più belle del Sella con la cascata del Pisciadù che scroscia accanto al percorso della ferrata. (Purtroppo abbastanza in secca in questo periodo)

Il panorama che si gode durante tutta l'ascesa, anche se è stato in parte velato dalla umidità che risaliva, è straordinario.

Le guide indicano tre ore per la salita fin su al rifugio Cavazza mt.2585, noi abbiamo rispettato questo tempo anche se ci siamo fermati più volte per le foto ricordo. A dire il vero ho accusato un po' di fatica all'inizio ma poi, man mano che si saliva, tutto è diventato più facile: c'era Lui che ci attraeva!

Il terzo tratto, il più esposto, ha passaggi di una certa difficoltà anche perché bisogna avere abbastanza forza nelle braccia e non avere vertigini. Si sale infatti la parete quasi verticale, corredata comunque dalla fune d'acciaio, da pioli e  da una scaletta assai esposta.

La montagna chiede il tuo amore e il tuo affetto, "la devi abbracciare per sentirne il cuore" e quando vuoi raggiungere la sua vetta, chiede che ci si accosti con  riverenza anche perché  se osi sfidarla, da madre potrebbe diventare matrigna.

Don Vittorio Michele Rif. Cavazza

   

Lassù, a un passo dal Cielo, l'uomo impara "la grammatica del rispetto e l'alfabeto dell'umiltà"; ci si sente un niente di fronte a tanta maestosità.... hai negli occhi una visione di CIELO (Paradiso).

Molto suggestivo è poi il ponte sospeso sopra una profonda spaccatura rocciosa tra la torre Exner e l'altopiano del Pisciadù.

Il rifugio Cavazza al Pisciadù mt. 2.585 ora è là che ci attende per dire "grazie" e sorridere, per  ammirare le pareti rocciose che lo circondano, cambiare la maglia fradicia di sudore e gustare una buona fetta di strudel con birra o thè caldo.

La discesa non è proprio avvincente.

Il primo tratto è in forte pendenza, è in parte attrezzato e si incunea nella profonda gola della Val Setus.  In un'ora e dieci siamo arrivati al parcheggio un pò affaticati alle ginocchia.

Grazie,  grazie "Dio del cielo, Signore delle cime!" 

Prima del rientro a casa, visita di ringraziamento nella Chiesa di Colfosco e una preghiera  al Cimitero dove riposa il Parroco don Alfonso Clara, un mio caro amico deceduto per infarto sulla cima del Sassongher mentre si recava a inaugurare la nuova croce da lui voluta.