panoramica interno chiesaSulla data del primo insediamento vi sono diverse versioni: 755 d.C. - 775 d.C. – 889 d.C. Di certo presso l'Archivio dell'Archidiocesi di Ravenna è conservata una pergamena del 20/11/889 che dà testimonianza dell'antica Pieve. ("La duchessa Engelrada concede in affitto terreni e vigne in Massa Prata Territoris Faventino Plebe S. Joannis qui vocatur in Axigata") Nel margine superiore della pergamena una mano del XVII-XVIII ha scritto la data 775, probabilmente indotto in errore dalla annotazione suddetta. Per dirimere la questione sulla data sarebbero necessarie delle testimonianze archeologiche che non si escludono, scavando intorno alla costruzione dell'edificio sacro. Fin dalle sue origini la Pieve di Cesato ha risentito di influenze ravennati come testimoniano il suo impianto architettonico simile a quello delle Basiliche paleocristiane della zona di Ravenna, ciò è noto da una cospicua serie di documenti rinvenuti nell'archivio della suddetta città, documenti che portono date dal 889 in poi.

pieve facciataSull'edificio sacro si sono succeduti vari interventi che hanno reso quasi del tutto irriconoscibile l'antica struttura romanica a tre navate. E' stato lo studioso Gerola (1914) che ha descritto in un suo saggio i risultati emersi nel corso degli scavi e dei sondaggi che la Soprintendenza effettuò nel novembre del 1913. Così, come nel disegno, doveva apparire l'antica Pieve di Cesato.

Per quanto concerne il Campanile della Pieve va riferito che nei giorni 23-24-25 luglio del 1950 si è fatto uno scavo nell'angolo sud/ovest ove si aveva notizia dell'antico campanile. "Alla profondità di metri 3,70 iniziano le fondamenta e continuano sempre più in basso in buono stato. Il capomastro Pietro Renzi di Russi, imprenditore ed esecutore di fabbricati edili, presente nelle fasi dello scavo, sostiene possono essere una base valida per la ricostruzione di un nuovo campanile di discreta altezza". Questa nota è dell'Arciprete Sante Minghetti che l'ha scritta di suo pugno nella prima pagina del Registro dei Battesimi anni 1936-1999. Il Campanile, specialmente nella vita della campagna aveva tutta una sua importanza: invitava la gente del contado alla Messa nel giorno di festa, alle riunioni, serviva per avvisare se vi era un incendio. Inoltre scandiva il tempo della giornata: della Messa mattutina, del mezzogiorno, dell'Angelus, dell'Ave Maria nel Vespro per indicare la fine del lavoro nei campi.

interno chiesaA terra sono presenti due Campane di ottima fattura del 1615 e 1650.

Le Pievi furono le chiese matrici di altre chiese che sorsero solo in seguito. Venivano chiamate anche Chiese battesimali perché avevano il privilegio di avere il Battistero. Nelle Pievi veniva inviato dal Vescovo un certo numero di Presbiteri, si formava così una Comunità organizzata per l'esercizio del ministero sacro, a capo della quale veniva nominato un Archipresbyter o Arciprete. Dalla Pieve dipendevano un numero di Cappelle equivalenti le attuali Parrocchie, ma solo nella Pieve veniva amministrato il Battesimo. Inoltre, le Pievi, non erano soltanto un centro religioso nel quale ci si recava a pregare; erano anche una entità territoriale: erano il cuore della gente di campagna. Ivi si radunavano i capi famiglia per discutere e prendere decisioni sui fatti riguardanti la Comunità. Grande importanza rivestiva il Sagrato della Pieve: nei giorni di festa si tenevano canzoni religiose e profane, si aprivano le fiere, il contadino scambiava: grano, vino, miele, formaggi con stoffe e altri prodotti provenienti dalla città. Per poter approfondire alcuni argomenti come ad esempio: "su la vita di una Pieve di Romagna", oppure " su dove era normalmente collocata una Pieve", è necessario fare riferimento alle descrizioni di M.Tabanelli nel libro: "Visita alle Pievi di Romagna". Risulta essere molto interessante la guida che la Camera di Commercio di Ravenna ha pubblicato su Le Pievi dell'Esarcato. La Pieve di Cesato è trattata a pagina 48-49 in lingua italiana e inglese.

La Inversione e la Trasformazione della Chiesa. Fu nell'anno 1743 che venne effettuata la inversione della Chiesa e la trasformazione nella versione in cui si trova oggi. Il materiale dell'abside e della navata settentrionale fu utilizzato per altri scopi. Quasi tutta la navata a sud venne trasformata ad abitazione dei Presbiteri in funzione alla Pieve. Attualmente è stata recuperata e ristrutturata una parte per la Cappella invernale e una parte per la Canonica. Per poter vedere la rimanente parte cuspidata con le due finestrelle in sostituzione della bifora originaria, bisogna portarsi al centro del campo sportivo.

battistero anticoIl Battistero della Pieve di Cesato. All'interno della Pieve si può ammirare un pregevole Capitello corinzio di stile bizantino, attribuito al VI° secolo, adattato a Fonte Battesimale. Oggi è ben visibile anche perché sostiene la Mensa della celebrazione eucaristica. Presenta una decorazione di influenza asiatica chiamata "ad ali di farfalla." Il "fratello" di questo capitello si trova a Ravenna nella Chiesa di San Vitale. Un secondo capitello, databile sempre al VI° secolo funge da Ambone.

L'interno della Chiesa. L'interno della Chiesa si presenta ordinato e pulito. Va ricordato che l'Arciprete Sante Minghetti 120 anni or sono trasformò l'interno in un aspetto baroccheggiante, tenendo per quarant'anni, le impalcature e arricchendola con stucchi in gesso alabastrino, con un altare intarsiato in marmo e, in marmo, anche il pavimento nella zona del Presbiterio. Pregiate sono le Ancone negli altari della Madonna,del Sacro Cuore e della Cantoria ove sussiste un vecchio Organo non più funzionante.

La Pala del Battesimo di Gesù. Quanto si è provveduto al rifacimento del tetto, nella soffitta è stata rinvenuta una vetusta pala d'alatare con la raffigurazione del Battesimo di Gesù di autore ignoto. Lo stato del dipinto su tela è molto malmesso e ha bisogno di un sostanzioso restauro. Oggi la Chiesa vanta di possedere una Pala raffigurante Giovanni Battista, titolare della Chiesa stessa, mentre battezza Gesù, opera del pittore locale Tommasino Peroni. E' stata collocata nell'Abside, dietro l'altare maggiore.

Madonna del PopoloL'Immagine della Madonna. Nella Chiesa della Pieve di Cesato, da tanti anni, vi è la festa (terza domenica di ottobre) della B.Vergine Maria, venerata con il bel titolo di Madonna del Popolo. L'immagine è di grande bellezza, opera degli artisti Ballanti/Graziani; sembra essere vestita da un vero e proprio manto, ma in effetti è soltanto dipinto a mano con i disegni floreali di una antica pianeta, registrata e conservata nella Sacrestia.

Nel 2009, in omaggio ai tanti apicoltori della Parrocchia e d'Italia, l'Arciprete mons. Vittorio Santandrea ha commissionato la Madonna del Miele. Si tratta di una pregevole ceramica faentina opera della scultrice Benita Tampieri e decorata dalla sig.ra Anna Gorra Strocchi, ambedue già lavoranti nella Bottega di Pietro Melandi di Faenza. Si trova sistemata su di una residenza recuperata e restaurata.

Le Statue dei Santi. Nella Chiesa di Pieve Cesato vengono venerati anche i Santi: San Giuseppe, Sant'Antonio abate, San Luigi Gonzaga e Sant'Antonio di Padova. Le statue che li raffigurano sono di ottima fattura, degli artisti Giovan Battista e Francesco Ballanti Graziani di Faenza.(1762-1835).

 

 

santi

 

 

La Cappella invernale. L'edificio era certamente una Navata laterale della Chiesa, poi dismessa per fare spazio ai Presbiteri che erano alla Pieve e che collaboravano con l'Arciprete. Dopo la recente ristrutturazione si presenta ottimamente da Cappella sempre utilizzata per le Sante Messe feriali del periodo invernale e per Incontri di carattere spirituale e formativo.