La Parrocchia San Giovanni Battista in Pieve Cesato della Diocesi di FAENZA/MODIGLIANA è situata a 8 Kilometri dalla città di Faenza (RA) nei pressi del ponte sul fiume Lamone in una zona particolarmente curata e ricca di frutteti: ciliegi, pesche, pere, mele, uva, kiwi, cachi. NEL 2017 SONO STATE PRODOTTE ANCHE LE NOCI, UNA PRIMIZIA MOLTO ATTESA.    Questo buon prodotto si trova in Via Biancano n.31 tel. 338.9270451 e prossimamente anche in Via Donesiglio n.47 tel.333.4152054.  Poi anche alcuni impianti fotovoltaici sia sui tetti come anche a terra. ULTIMAMENTE è stato realizzato da Only Moso un vivaio di canne da bambù che per noi è una novità assoluta. Anche nei tempi antichi, il territorio di Pieve Cesato è stato particolarmente florido proprio per il terreno fertile e adatto alla coltivazione non solo della frutta, ma anche del grano, del mais e dell'erba medica. Le case e i terreni oggi sono nella quasi totalità di proprietà di coloro che vi abitano, detti Coltivatori Diretti.

Pieve Cesato era ed è la Parrocchia di campagna più estesa della Diocesi, 40 Kmq a Est della città. Oggi la popolazione, molto volonterosa e attiva, è composta da 1.000 abitanti ed è in fase di espansione per alcuni nuovi insediamenti abitativi. NEL 2017 ABBIAMO CELEBRATO 15 BATTESIMI.

Il PULMAN parcheggiato nel Sagrato della Chiesa ha trasportato n.50 apicoltori tedeschi provenienti da Monaco per la visita alla antica Chiesa già PIEVE DELL'ESARCATO DI RAVENNA e per la visita alla MADONNA DEL MIELE

Parrocchia Pieve Cesato


Le Sante Messe si celebrano nei seguenti orari

Giorni feriali: ore 20.00 (inverno)
                    ore 20.30 (estate)

Giorni festivi: ore 8.00
                    ore 11.00

Per il Sacramento della Riconciliazione:

  • sempre prima delle celebrazioni
  • su richiesta Tel 0546. 41249                     

 Spazio riservato alle novità nella Comunità

 1) Siamo particolarmente lieti di segnalare che a Pieve Cesato è in corso la costruzione di un PRESEPE all'interno della Chiesa. E' a dimensioni ridotte ma è stato ben curato con tanta buona volontà da LIVERZANI LEO e da BARZANTI GIULIANO con un tocco artistico di Tommasino Peroni. E' un PRESEPE che aita gli adulti e, in particolare i bambini, ad entrare nel Mistero della Nascita di Gesù.  Merita certamente una visita.

2) Siamo pure molto contenti nell'essere venuti a conoscenza che, in Parrocchia, e precisamente in Via Biancano n.31 l'AZIENDA AGRICOLA ZAMA ha predisposto ambienti e ha dei prodotti di sua produzione da vendere al pubblico. Si tratta di: miele di acacia, di tarassaco, di millefiori, di tiglio, di girasole e DELIZIE di Miele con noci e di Miele con nocciole. Poi sono a disposizione anche le prime noci che hanno tante proprietà salutistiche. Complimenti per la new entry. 

                            

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Papa Giovanni Paolo II con Don VittorioMons. Vittorio Prof. Santandrea
Nato a CastelBolognese (Ra) il 12/04/1942

Dopo avere frequentato gli studi e la formazione spirituale nel Seminario Pio XII di Faenza, è ordinato Presbitero il 28/06/1968.
* Vicario parrocchiale di San Michele in Brisighella dal27/08/1968 al 16/10/1985.
* Cappellano dell’Ospedale San Bernardo di Brisighella dal 01/01/1971 al 16/10/1985.
* Delegato per le Parrocchie di Baccagnano e Cottignola in Brisighella dal 09/04/1972 al 16/10/1985.
* Ha conseguito la Licenza in Sacra Teologia Dogmatica all’Università S.Tommaso a Roma con equipollenza il 25/01/1975.
* Direttore dell’Associazione Diocesana Ministranti dal 14/01/1986 al 1990.
* Nominato Parroco a Santa Maria in Boncellino dal 17/10/1985 al 15/10/1991.
* Nominato Arciprete di San Giovanni Battista in Fusignano dal 20/10/1991 al 08/10/2000.
* Cappelano dell’Ospedale di Fusignano e poi di Lugo dal 20/10/1991 al 08/10/1995
* Insegnante di Educazione religiosa nelle Scuole Medie Statali di Brisighella prima e poi di Russi e Bagnacavallo dal 01/10/1968 al 30/09/1992.

  • è “Monsignore" = Cappellano d’onore di Sua Santità dal 27/09/2000 
  • è Parroco della Parrocchia San Giovanni Battista in Pieve Cesato dal 18/12/2001
  • è Vicario Foraneo del Vicariato "Forese Est" della Diocesi di Faenza-Modigliana dal 15/11/2002    
  • è Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano dal 15/11/2002
  • è Membro del Collegio del Consultori dal 11/01/2014
  • è Presidente del Fondo di Mutua Assistenzael fra il Clero dal 18/01/2014
  • è Canonico della Cattedrale di Faenza associato a San Giacomo il Maggiore dal 02/02/2014
  • è membro del Consiglio di Amministrazione della Casa del Clero  

 

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Genitori

I Genitori Anna e Armando.

E’ in possesso:

  • Del Patentino di Operatore Cinematografico.
  • Del REC: iscrizione Registro Esercenti Commercio (alimenti e bevande)
  • Del Patentino di Responsabile della Sicurezza massimo livello.
  • Della Autorizzazione Sanitaria Permanente per esercitare l'attività di:preparazione, cottura, somministrazione, per uso parrocchiale, di alimenti, bevande, e produzione di pasta fresca.

 

 

 

Mons. Vittorio Santandrea e il suo amore per la montagnaCOSI' COME MI HAI FATTO

" Signore, nel realizzare il Tuo disegno eterno, mi hai chiamato all'esistenza in quel contesto di dati che sono la mia storia. Perché così e non in altro modo? Ti sei forse sbagliato? No. Tu non mi hai creato per sbaglio, né per distrazione. Al momento giusto, all'ora Tua, secondo il Tuo disegno e la Tua volontà, secondo la Tua scelta, Tu mi hai formato. Sono fatto bene così... Se dicessi di no, mi parrebbe di mancarTi di riguardo, di dire che neppure a Te riescono le cose come le vuoi, che anche a Te capitano gli infortuni. Signore, sono fatto bene per Te. Alle volte, perdonami se Te lo dico, mi trovo fatto un po’ meno bene per me. I miei limiti non devono essere motivo di cruccio per la mia superbia, né motivo di malumore quando gli altri li vedono. Signore, Ti benedico e Ti ringrazio che mi hai fatto come mi hai fatto. Gli altri possono dire quello che vogliono

Io ho solo da dirti: Grazie. Ho solo da benedirTi, ho solo da sentire una riconoscenza eterna perché mi hai fatto come mi hai fatto. E, quando gli altri trovano che sono uno sgorbio, più che una cosa buona, io, Signore, credo a Te. Alle volte mi prende la voglia di vedere come Te la caverai con questa povera creatura che io sono. E penso che la vita eterna sarà beata anche per questo: perché là capirò quello che adesso non capisco e mi spiegherò ciò che adesso per me è un mistero."

BENVENUTO don VITTORIO

L'arrivo di Mons. Vittorio Santandrea presso la Parrocchia di Pieve Cesato, nuova destinazione della sua attività pastorale, è stato salutato da una autentica festa. Già prima della Santa Messa, celebrata lo scorso 23 dicembre 2001 alle ore 11, tantissima gente del paese, ma anche molti fedeli giunti da Fusignano e da altre zone in cui don Vittorio è stato Parroco, si era accalcata sul sagrato per accogliere a braccia aperte il nuovo Sacerdote. Ho notato che don Vittorio è rimasto piacevolmente sorpreso da questo caloroso benvenuto.

Nella Chiesa, antica Pieve, gremita in ogni ordine di posti, il nostro Vescovo, Mons. Italo Castellani, ha presentato Don Vittorio alla Comunità parrocchiale.

Da parte sua, nella prima omelia ai fedeli, Don Vittorio si è detto felice di essere giunto a Pieve Cesato perché già conosciuta negli anni del Diaconato, e sottolineando la coincidenza quasi perfetta tra il suo insediamento e la solennità del Santo Natale, ha fatto propria la frase di Nostro Signore Gesù Cristo: " Non sono venuto tra voi per essere servito, ma per servire ".

Don Vittorio ha poi anche ricordato che fu un Sacerdote di Pieve Cesato (don Giuseppe Minghetti attuale Parroco di Celle) a indirizzarlo verso gli studi del Seminario.

Durante la celebrazione eucaristica, al momento dello scambio del segno di pace, sia il Vescovo, sia il nuovo Arciprete sono passati in mezzo ai fedeli per stringere loro la mano: un gesto di grande sensibilità, che sta a significare la vicinanza della Chiesa e dei suoi Ministri alla Comunità dei credenti.

La Santa Messa, animata dai bellissimi canti della Corale parrocchiale, è terminata alle ore 12,15, ma i festeggiamenti per l'arrivo di Don Vittorio sono continuati, come segno tangibile dell'affetto verso un Sacerdote che ha già ampiamente dimostrato, e di certo continuerà a dimostrare, una profonda partecipazione e una grande capacità di coinvolgere i fedeli alle attività materiali e spirituali, della Parrocchia.

Alfreda prof.ssa Melandri di Fusignano

 

IO CON 71 E LUI CON 31 SU LA "TRIDENTINA": LA FERRATA PRINCIPE DELLE DOLOMITI

Da tempo c'era il desiderio di andare a fare la Ferrata Tridentina che si trova nel Gruppo del Sella, poco sotto il passo Gardena e vicino a Colfosco.

Siamo giunti all'Hotel Cherz del passo Campolongo, domenica 8 settembre 2013 alle ore 18  accolti dalla cortese ospitalità dei gestori De Dorigo Martino e Gabriella, dai figli e nonni che hanno subito festeggiato mangiando le pesche di Pieve Cesato.

Dopo la squisita cena siamo andati a riposare presto perché stanchi e desiderosi, all'indomani, di poter affrontare la difficile salita per la via ferrata fino al Rifugio Cavazza del Pisciadù.

Durante la nottata si è abbattuto un forte temporale, è stato un segno positivo.

Lunedì 9 settembre, fatta una sostanziosa colazione e intravedendo il miglioramento del tempo, siamo subito partiti raggiungendo il parcheggio che è appena sopra il paese di Colfosco. Dopo avere indossato l'imbragatura ci siamo incamminati per raggiungere l'attacco della ferrata. Una preghiera alla Madonna, all'Angelo custode e via.

Sono molti i fattori che rendono la ferrata Tridentina tra le più belle del Sella con la cascata del Pisciadù che scroscia accanto al percorso della ferrata. (Purtroppo abbastanza in secca in questo periodo)

Il panorama che si gode durante tutta l'ascesa, anche se è stato in parte velato dalla umidità che risaliva, è straordinario.

Le guide indicano tre ore per la salita fin su al rifugio Cavazza mt.2585, noi abbiamo rispettato questo tempo anche se ci siamo fermati più volte per le foto ricordo. A dire il vero ho accusato un po' di fatica all'inizio ma poi, man mano che si saliva, tutto è diventato più facile: c'era Lui che ci attraeva!

Il terzo tratto, il più esposto, ha passaggi di una certa difficoltà anche perché bisogna avere abbastanza forza nelle braccia e non avere vertigini. Si sale infatti la parete quasi verticale, corredata comunque dalla fune d'acciaio, da pioli e  da una scaletta assai esposta.

La montagna chiede il tuo amore e il tuo affetto, "la devi abbracciare per sentirne il cuore" e quando vuoi raggiungere la sua vetta, chiede che ci si accosti con  riverenza anche perché  se osi sfidarla, da madre potrebbe diventare matrigna.

Don Vittorio Michele Rif. Cavazza

   

Lassù, a un passo dal Cielo, l'uomo impara "la grammatica del rispetto e l'alfabeto dell'umiltà"; ci si sente un niente di fronte a tanta maestosità.... hai negli occhi una visione di CIELO (Paradiso).

Molto suggestivo è poi il ponte sospeso sopra una profonda spaccatura rocciosa tra la torre Exner e l'altopiano del Pisciadù.

Il rifugio Cavazza al Pisciadù mt. 2.585 ora è là che ci attende per dire "grazie" e sorridere, per  ammirare le pareti rocciose che lo circondano, cambiare la maglia fradicia di sudore e gustare una buona fetta di strudel con birra o thè caldo.

La discesa non è proprio avvincente.

Il primo tratto è in forte pendenza, è in parte attrezzato e si incunea nella profonda gola della Val Setus.  In un'ora e dieci siamo arrivati al parcheggio un pò affaticati alle ginocchia.

Grazie,  grazie "Dio del cielo, Signore delle cime!" 

Prima del rientro a casa, visita di ringraziamento nella Chiesa di Colfosco e una preghiera  al Cimitero dove riposa il Parroco don Alfonso Clara, un mio caro amico deceduto per infarto sulla cima del Sassongher mentre si recava a inaugurare la nuova croce da lui voluta.


PARROCCHIA DI PIEVE CESATO Anno Pastorale 2017/ 2018

                                                         * ravviva la fede che è in te,

  1.                                           * un significato alla Domenica,

                                         * il tuo servizio alla Chiesa.

    L’apertura del nuovo anno pastorale e catechistico in Parrocchia porta a prendere in considerazione il piano pastorale diocesano e a fare delle riflessioni per vedere cosa sia possibile fare, in Parrocchia, con i mezzi e le persone che si rendono disponibili per una fattiva collaborazione. E’ vero, l’ottimo sarebbe quello di avere sempre collaboratori competenti, disponibili, di grande fede e di testimonianza autentica, ma non va dimenticato che Gesù chiese la disponibilità a dei pescatori e non ai sapienti e ai dotti del Tempio! Diciamo quindi grazie a quanti hanno già rinnovato la loro disponibilità: Genitori, Catechisti e aiuto Catechisti.

    All’inizio dell’anno pastorale, durante la Santa Messa della Comunità, abbiamo dato il mandato e abbiamo pregato il Signore che accompagni i Catechisti nel loro servizio di formazione cristiana, e si lascino coinvolgere interiormente nella missione che il Signore Gesù affida, tramite il mandato del Sacerdote, responsabile della Comunità.

  2. Resta comunque inteso che i GENITORI sono i primi e indispensabili educatori della fede dei figli.

  3. Ben sapendo che la “delega” nel campo della formazione non è mai la miglior cosa, rimettiamo al centro della nostra attenzione (quando dico “nostra” intendo tutta la Comunità parrocchiale) le famose tre R: Risorto, Relazioni, Riposo.

    • La nostra Fede si fonda proprio sul fatto che Gesù è risorto. Lo ribadisce San Paolo nella sua 1° lettera ai Corinti 15,1 se Cristo non fosse risorto, superflua e vana sarebbe la nostra fedesarebbe tutto un non senso e una perdita di tempo!

    Siamo ancora nell’anno della Fede e ci chiediamo quali passi in avanti abbiamo fatto come persone singole e come Comunità.

    • Il mondo che ci circonda ci vuole “singol” in tutto, sei tu che devi consumare, sei tu che devi divertirti, sei tu che devi essere al centro, sei tu che devi avere questo e quello. Oggi, pur con tutti i mezzi di comunicazione, siamo tremendamente delle persone sole, oramai “ neanche un prete per chiacchierar….” Così diceva la canzone di A. Celentano. La relazione è fatta di parole ma anche nello stare insieme in famiglia e nella Comunità…è un valore da riscoprire. Incentiviamo dunque la rete delle nostre relazioni.
    • La domenica è il giorno del Signore e della Comunità poi dovrebbe anche servire per riposare, per “staccare” come si suol dire. Molte volte, invece, la domenica diventa il giorno della grande fatica. Ci vestiamo a festa e diventiamo incapaci di fare festa!

    Ma non è una bella testimonianza l’andare a Messa, di domenica, per ringraziare il Signore e trovarci tutti insieme?                                     SmV.

                                                                                               *********************************** 

IL CONSIGLIO PASTORALE

Il Codice di Diritto Canonico tratta del Consiglio Pastorale Parrocchiale nel Capitolo V° ai canoni 511- 514. Non è d'obbligo ma può certamente servire per: studiare, valutare e proporre conclusioni operative su ciò che riguarda l'attività pastorale della Parrocchia.

  1. Il canone 512 chiede che il Consiglio Pastorale sia composto da fedeli che siano in piena comunione con la Chiesa cattolica; scelti in modo che attraverso di loro sia rappresentata tutta la Comunità, di fede sicura e che si distinguano nei buoni costumi e prudenza.
  2. Il canone 513 chiede che il Consiglio Pastorale sia costituito a tempo determinato e secondo le disposizioni degli statuti dati dal Vescovo diocesano.
  3. Il canone 414 chiede che il Consiglio Pastorale sia convocato e presieduto dal Parroco della Parrocchia e, se vacante, dal Vicario Foraneo; detto Consiglio gode solamente di voto consultivo. Nel secondo paragrafo dello stesso canone si chiede che il Consiglio Pastorale sia convocato almeno una volta l'anno.

 

PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DI PIEVE CESATOCons.pastorale

"

 

Sempre con più insistenza, specialmente nelle riviste specializzate, si chiede di ripartire dalla Parrocchia come Chiesa presente nel territorio con la sua specifica vitalità.

Oggi si dice che la Parrocchia deve essere ripensata prima ancora che riorganizzata.   Ciò è sì dovuto alla diminuzione dei Sacerdoti, ma anche perché aumenta la mobilità delle persone che si trovano a frequentare più contesti di vita. Urgono cambiamenti tali che potrebbero produrre mutamenti profondi. Stanno nascendo le Unità/Comunità Pastorali che – per forza di cose – dovranno impostare e strutturare una gestione interparrocchiale delle risorse spirituali e materiali.     I campanilismi non hanno futuro; tutti siamo chiamati a vivere e a gestire i cambiamenti.

Dove non Uno deve fare tutto, ma dove Tutti possono collaborare.

"Mettersi insieme è un inizio; rimanere insieme è un progresso; lavorare insieme un successo" (di Henry Ford"

1. BIANCHEDI STEFANO: Coordinatore delle attività pastorali, Segretario, e alle Comunicazioni.

La tenuta e l’aggiornamento dell’anagrafe parrocchiale. Il giornalino “La Nostra Pieve”.

La convocazione del Consiglio Pastorale insieme al Parroco. La Redazione dei verbali.

E’ aiutato da: Barzanti Silvia, Zannoni Silvia,……………………

2. ZAMA ANGELA: Coordinatrice della Commissione Famiglia

E’ referente diocesana. Collabora per la Festa della Famiglia e Anniversari di Matrimonio. Le nuove famiglie della Comunità. Coordina: per la Giornata della Vita,per il Centro di Aiuto alla Vita. Gli incontri degli anziani. Aiuta il Parroco a portare l’Eucarestia agli ammalati.

E’ aiutata da: Anna Maria Gottarelli, Rustichelli Giuliana, Raffoni Alice, Fabbri Giuliana, Zannoni Silvia, ………………………………. ……………………………………………………..

3. ZAMA MICHELE: Coordinatore della Commissione liturgica. I Ministeri istituiti e ordinati.

E’ referente diocesano. Incoraggia i Ministeri istituiti e ordinati.   E’ aiutato da:

-Cattani Rosanese e Staff. per la pulizia della Chiesa.

-Montevecchi Maria e Timoncini Angela per la biancheria della Chiesa.

-Bandini Rita e figlie per i fiori negli altari.

-Ricci Rosa per il Canto liturgico

-Timoncini Roberto, Nertil Tabaku per gli addobbi, i candelieri, le statue.

-Ricci Rosa, Zama Antonietta, …………….. per la sistemazione della Chiesa in occasione di:Battesimi, Matrimoni, Funerali. L’allestimento per le Celebrazioni esterne alla Chiesa. La preparazione di ciò che serve per le Processioni.

-Calderoni Alide per le vesti dei Battesimi

-Savini Mattia  coordinatore per il servizio all’altare.Sistemazione della Chiesa per le varie celebrazioni (vesti liturgiche, vino, acqua, ostie, lezionari. Lampade votive e del Santissimo. Accensione e spegnimento del microfono.   Accensione e spegnimento del riscaldamento. Apertura e chiusura della Chiesa.

4. CATTANI MARTA: Coordinatrice della Commissione Caritas.

E’ referente diocesana. Si interessa delle seguenti giornate: della Pace; della Infanzia Missionaria; delle Missioni; delle Vocazioni/Seminario; dell’Opera di Santa Teresa, dell’Obolo Carità del Papa, della Vita, Centro di aiuto alla Vita, Ami, …delle Emergenze.

E’ aiutata da: Ancarani Alan 349.3812995, (Brunetti Sarah 349.2365655 o Vernarecci Ivan 348.7415603), da……………………………………

5. BOSI MIRKA: Coordinatrice della Commissione Catechesi/Formazione – Spazio compiti – Cree – Campi estivi – Sport.

E’ referente diocesana.

E’ aiutata da:

- Il Gruppo dei Catechisti e aiuto Catechisti,

- Guerrini Arianna, Melandri Ilaria, Bernabei Federico: Campi Estivi, CREE.

- Peroni Ivan, Raffoni Mirko, Melandri Gioele per il settore sport ragazzi

6. BUCCI MARIA LUISA: Coordinatrice della Contabilità parrocchiale

E’ referente diocesana per l’8xmille. Festa di Sant’Antonio e di iniziative a sostegno della Chiesa parrocchiale.

E’ aiutata da:

-         Zannoni Stefania per il riassetto e ordine sala e cucina “Don Valentino

-         Barzanti Giuliano per le piccole manutenzioni spicciole

-         Mazzotti Giuseppe: lampade, apparecchiature elettroniche, amplificazioni, impianti vari, controllo contatori e consumi.


Funzione

  1. La corresponsabilità per i problemi, le strutture e le esigenze economiche della Parrocchia è un dovere di tutti i fedeli, ai quali sono chieste delle disponibilità e compartecipazione ai vari bisogni.
  2. La gestione trasparente, equa ed esemplare dei beni e dei servizi che la Parrocchia gestisce, è una giusta ed esemplare testimonianza.
  3. Il Parroco è il rappresentante legale della Parrocchia a tutti gli effetti, ne è l'amministratore unico e, in tale qualità, può compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione. Per gli atti di straordinaria amministrazione occorre il nulla osta del Vescovo diocesano.
  4. Il Consiglio Parrocchiale degli Affari Economici è l'organo di cui il Parroco si avvale per la gestione amministrativa della Parrocchia e delle sue attività, come previsto dal Codice di Diritto Canonico canoni 492, 493, 494.
  5. Il Consiglio Parrocchiale degli Affari Economici (CPAE) coadiuva il Parroco nel tenere una contabilità ordinata, registrando tutte le entrate e le uscite secondo le modalità stabilite dalla Diocesi a cui, ogni anno, va consegnato il rendiconto.
  6. Nella Parrocchia di San Giovanni Battista in Pieve Cesato il Parroco, prima di procedere a lavori di straordinaria rilevanza o a spese di una certa consistenza, vuole sempre avere il consenso unanime di tutti i membri del Consiglio.

 I Membri in carica dal 22 Novembre 2015 al 31 Dicembre 2020

  • Frega Andrea, perito agrario
  • Zama Michele, agricoltore
  • Bucci Maria Luisa, ragioniera
  • Calderoni Imerio, impiegato
  • Melandri Tiziano, dottore in agraria
  • Barzanti Giuliano, meccanico
  • Assirelli Federico, geometra
  • Bassi Barbara, dott.ssa in Scienze statistiche

Lavori in Parrocchia

Nella Parrocchia San Giovanni Battista in Pieve Cesato i lavori non finiscono mai poi, fatto un lavoro c'è anche da pensare alle manutenzioni. Non saprei dire la metratura dei Tetti da mantenere, le docce da pulire, le finestre e le porte da conservare.  In questi 16 anni in cui sono alla Pieve non c'è mai stato un momento senza costruzioni o manutenzioni.

In questi anni sono deventati necessari almeno tre interventi.       1° Ottenere tutta la documentazione necessaria sulla verifica della vulnerabilità sismica della Scuola Dell'Infanzia "Don Bosco. (realizzazione effettuata nell'anno 2016)

                                                                                                      2° Realizzare il consolidamento e la ristrutturazione  straordinaria del lato Nord della Chesa con: - il consolidamento dei muri, - la deumidificazione, l'incanalamento delle acque piovane.( realizzazione ultimata nei primi mesi del 2017)

                                                                                                      3° Il rifacimento delle porte e finestre nella Scuola dell'Infanzia "Don Bosco"; nuovi termosifoni, cappotto interno nei muri che danno all'esterno, intervento nell'impianto elettrico, tinteggiatura. (realizzazione ultimata il 1° settembre 2017)   Il rifacimento di una parte del tetto della stessa struttura (realizzazione effettuata nell'anno 2016)

La Parrocchia ha stipulato n.5 assicurazioni con: " La Società Cattolica Assicurazioni" Agenzia di Faenza:

  • una denominata: Omnia Salute
  • una denominata Omnia Responsabilità
  • una denominata Omnia Incendio Enti Ecclesiatici
  • una denominata Omnia Patrimonio (1)
  • una denominata Omnia Patrimonio (2)

 


panoramica interno chiesaSulla data del primo insediamento vi sono diverse versioni: 755 d.C. - 775 d.C. – 889 d.C. Di certo presso l'Archivio dell'Archidiocesi di Ravenna è conservata una pergamena del 20/11/889 che dà testimonianza dell'antica Pieve. ("La duchessa Engelrada concede in affitto terreni e vigne in Massa Prata Territoris Faventino Plebe S. Joannis qui vocatur in Axigata") Nel margine superiore della pergamena una mano del XVII-XVIII ha scritto la data 775, probabilmente indotto in errore dalla annotazione suddetta. Per dirimere la questione sulla data sarebbero necessarie delle testimonianze archeologiche che non si escludono, scavando intorno alla costruzione dell'edificio sacro. Fin dalle sue origini la Pieve di Cesato ha risentito di influenze ravennati come testimoniano il suo impianto architettonico simile a quello delle Basiliche paleocristiane della zona di Ravenna, ciò è noto da una cospicua serie di documenti rinvenuti nell'archivio della suddetta città, documenti che portono date dal 889 in poi.

pieve facciataSull'edificio sacro si sono succeduti vari interventi che hanno reso quasi del tutto irriconoscibile l'antica struttura romanica a tre navate. E' stato lo studioso Gerola (1914) che ha descritto in un suo saggio i risultati emersi nel corso degli scavi e dei sondaggi che la Soprintendenza effettuò nel novembre del 1913. Così, come nel disegno, doveva apparire l'antica Pieve di Cesato.

Per quanto concerne il Campanile della Pieve va riferito che nei giorni 23-24-25 luglio del 1950 si è fatto uno scavo nell'angolo sud/ovest ove si aveva notizia dell'antico campanile. "Alla profondità di metri 3,70 iniziano le fondamenta e continuano sempre più in basso in buono stato. Il capomastro Pietro Renzi di Russi, imprenditore ed esecutore di fabbricati edili, presente nelle fasi dello scavo, sostiene possono essere una base valida per la ricostruzione di un nuovo campanile di discreta altezza". Questa nota è dell'Arciprete Sante Minghetti che l'ha scritta di suo pugno nella prima pagina del Registro dei Battesimi anni 1936-1999. Il Campanile, specialmente nella vita della campagna aveva tutta una sua importanza: invitava la gente del contado alla Messa nel giorno di festa, alle riunioni, serviva per avvisare se vi era un incendio. Inoltre scandiva il tempo della giornata: della Messa mattutina, del mezzogiorno, dell'Angelus, dell'Ave Maria nel Vespro per indicare la fine del lavoro nei campi.

interno chiesaA terra sono presenti due Campane di ottima fattura del 1615 e 1650.

Le Pievi furono le chiese matrici di altre chiese che sorsero solo in seguito. Venivano chiamate anche Chiese battesimali perché avevano il privilegio di avere il Battistero. Nelle Pievi veniva inviato dal Vescovo un certo numero di Presbiteri, si formava così una Comunità organizzata per l'esercizio del ministero sacro, a capo della quale veniva nominato un Archipresbyter o Arciprete. Dalla Pieve dipendevano un numero di Cappelle equivalenti le attuali Parrocchie, ma solo nella Pieve veniva amministrato il Battesimo. Inoltre, le Pievi, non erano soltanto un centro religioso nel quale ci si recava a pregare; erano anche una entità territoriale: erano il cuore della gente di campagna. Ivi si radunavano i capi famiglia per discutere e prendere decisioni sui fatti riguardanti la Comunità. Grande importanza rivestiva il Sagrato della Pieve: nei giorni di festa si tenevano canzoni religiose e profane, si aprivano le fiere, il contadino scambiava: grano, vino, miele, formaggi con stoffe e altri prodotti provenienti dalla città. Per poter approfondire alcuni argomenti come ad esempio: "su la vita di una Pieve di Romagna", oppure " su dove era normalmente collocata una Pieve", è necessario fare riferimento alle descrizioni di M.Tabanelli nel libro: "Visita alle Pievi di Romagna". Risulta essere molto interessante la guida che la Camera di Commercio di Ravenna ha pubblicato su Le Pievi dell'Esarcato. La Pieve di Cesato è trattata a pagina 48-49 in lingua italiana e inglese.

La Inversione e la Trasformazione della Chiesa. Fu nell'anno 1743 che venne effettuata la inversione della Chiesa e la trasformazione nella versione in cui si trova oggi. Il materiale dell'abside e della navata settentrionale fu utilizzato per altri scopi. Quasi tutta la navata a sud venne trasformata ad abitazione dei Presbiteri in funzione alla Pieve. Attualmente è stata recuperata e ristrutturata una parte per la Cappella invernale e una parte per la Canonica. Per poter vedere la rimanente parte cuspidata con le due finestrelle in sostituzione della bifora originaria, bisogna portarsi al centro del campo sportivo.

battistero anticoIl Battistero della Pieve di Cesato. All'interno della Pieve si può ammirare un pregevole Capitello corinzio di stile bizantino, attribuito al VI° secolo, adattato a Fonte Battesimale. Oggi è ben visibile anche perché sostiene la Mensa della celebrazione eucaristica. Presenta una decorazione di influenza asiatica chiamata "ad ali di farfalla." Il "fratello" di questo capitello si trova a Ravenna nella Chiesa di San Vitale. Un secondo capitello, databile sempre al VI° secolo funge da Ambone.

L'interno della Chiesa. L'interno della Chiesa si presenta ordinato e pulito. Va ricordato che l'Arciprete Sante Minghetti 120 anni or sono trasformò l'interno in un aspetto baroccheggiante, tenendo per quarant'anni, le impalcature e arricchendola con stucchi in gesso alabastrino, con un altare intarsiato in marmo e, in marmo, anche il pavimento nella zona del Presbiterio. Pregiate sono le Ancone negli altari della Madonna,del Sacro Cuore e della Cantoria ove sussiste un vecchio Organo non più funzionante.

La Pala del Battesimo di Gesù. Quanto si è provveduto al rifacimento del tetto, nella soffitta è stata rinvenuta una vetusta pala d'alatare con la raffigurazione del Battesimo di Gesù di autore ignoto. Lo stato del dipinto su tela è molto malmesso e ha bisogno di un sostanzioso restauro. Oggi la Chiesa vanta di possedere una Pala raffigurante Giovanni Battista, titolare della Chiesa stessa, mentre battezza Gesù, opera del pittore locale Tommasino Peroni. E' stata collocata nell'Abside, dietro l'altare maggiore.

Madonna del PopoloL'Immagine della Madonna. Nella Chiesa della Pieve di Cesato, da tanti anni, vi è la festa (terza domenica di ottobre) della B.Vergine Maria, venerata con il bel titolo di Madonna del Popolo. L'immagine è di grande bellezza, opera degli artisti Ballanti/Graziani; sembra essere vestita da un vero e proprio manto, ma in effetti è soltanto dipinto a mano con i disegni floreali di una antica pianeta, registrata e conservata nella Sacrestia.

Nel 2009, in omaggio ai tanti apicoltori della Parrocchia e d'Italia, l'Arciprete mons. Vittorio Santandrea ha commissionato la Madonna del Miele. Si tratta di una pregevole ceramica faentina opera della scultrice Benita Tampieri e decorata dalla sig.ra Anna Gorra Strocchi, ambedue già lavoranti nella Bottega di Pietro Melandi di Faenza. Si trova sistemata su di una residenza recuperata e restaurata.

Le Statue dei Santi. Nella Chiesa di Pieve Cesato vengono venerati anche i Santi: San Giuseppe, Sant'Antonio abate, San Luigi Gonzaga e Sant'Antonio di Padova. Le statue che li raffigurano sono di ottima fattura, degli artisti Giovan Battista e Francesco Ballanti Graziani di Faenza.(1762-1835).

 

 

santi

 

 

La Cappella invernale. L'edificio era certamente una Navata laterale della Chiesa, poi dismessa per fare spazio ai Presbiteri che erano alla Pieve e che collaboravano con l'Arciprete. Dopo la recente ristrutturazione si presenta ottimamente da Cappella sempre utilizzata per le Sante Messe feriali del periodo invernale e per Incontri di carattere spirituale e formativo.

 


E' un omaggio ai diversi apicoltori presenti nella Comunità della Parrocchia di Pieve Cesato, antica Pieve dell'Esarcato, della Diocesi di Faenza, nella Frazione del Comune di Faenza (Ra) e per la simbologia che l'ape riveste. Essa, infatti, è simbolo della vita, di una comunità, di regalità, di saggezza, di laboriosità per il bene comune, di zelo, di fedeltà, di prosperità. In Occidente l'ape è anche chiamata " Uccello del Signore" o "della Madonna" e si può considerare simbolo dell'anima. E' anche per questo che l'Arciprete Mons. Vittorio Santandrea, ha commissionato una pregevole immagine della "Madonna del miele" in ceramica. L'opera è stata realizzata con la particolare 'Creta di San Cristoforo' che si trova nei calanchi di Brisighella nella proprietà di Umberto Santandrea, modellata dall'artista Benita Cappelli Tampieri; e decorata a pennello con antichi smalti da Anna Gorra Stocchi entrambe collaboratrici nella Bottega del celebre ceramista faentino P.Melandri. Si tratta di un pannello di cm.37 x cm.36. La Beata Vergine ha il capo coperto da un velo che nasconde, in parte, una folta capigliatura; il volto è quello sereno, ma un poco austero e preoccupato come quello di una mamma. Il Bambino Gesù è sulle ginocchia saldamente tenuto dalla Madonna; volge il suo sguardo a Lei mentre indica con la mano destra un'arnia di api che contiene il dolce miele. Cinque api stanno raccogliendo il polline dai vari fiori presenti nel prato e nei due mazzi collocati in alto. Loro stesse quasi vorrebbero poter dare il miele al Bambino Gesù.

E' un'opera di straordinaria bellezza e di fattura assai pregevole. Gli apicoltori, così numerosi, a Pieve Cesato ma anche in tutta Italia, da oggi possono rivolgersi alla Madonna del miele, venerata con questo nuovo titolo e con la preghiera. Va detto pure che nella Parrocchia di Pieve Cesato il 29 giugno 2008, nel 40° anniversario della Ordinazione presbiterale dell'Arciprete mons. Vittorio, è stato già inaugurato un pilastrino dedicato alla " Madonna dell'Attenzione " con attorno 24 api in bronzo e con la dicitura: "Certatim apes volitant ad Virginis aram ".

 

madonna miele ape

L'Immagine della MADONNA DEL MIELE ora, in formato più piccolo, cm. 20x23 è in ceramica. Chi fosse interessato la può richiedere.

Chi desidera informazioni può contattare l'indirizzo-mail     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Preghiera alla MADONNA DEL MIELE

Maria, gli apicoltori ti onorano con il titolo di "Madonna del Miele" perché sei stata scelta da Dio dalla " terra dove scorre latte e miele " (Es.3,8).
Madre premurosa del tuo Figlio Gesù, non hai certamente fatto mancare merende di miele, che è frutto del lavoro delle api.
" Figlio mio, mangia il miele perché è buono; il tuo palato gusterà la dolcezza del favo".(Prov.24,13a)
Madonna del miele:
benedici tutti gli apicoltori con le loro api, proteggi le famiglie affinché siano sollecite ai bisogni dei fratelli, assisti i giovani, dalla laboriosità delle api, imparino presto a collaborare per il bene comune. Amen
Ave, o Maria...
Madonna del Miele in Pieve Cesato di Faenza
di Santandrea Mons. Vittorio, Arciprete 29/06/2009 nel 41° anniversario della Ordinazione.

Tedeschi

Gruppo di apicoltori provenienti da Monaco di Baviera in visita alla Pieve di San Giovanni Battista in Cesato per la Madonna del Miele.

*** L'Orefice PAOLO PONZI, Corso Mazzini 24 -  48012 BAGNACAVALLO (Ra) Tel. 0545-62860

esegue, in quattro modalità diverse, la medaglia in oro della Madonna del Miele  *******************

Per informazioni chiedere in Parrocchia di Pieve Cesato 0546.41249.


La CoraleNella Parrocchia di Pieve Cesato riveste la sua importanza anche il canto.

E' il canto liturgico, in particolare, che accompagna le celebrazioni e delle grandi feste, ma anche di tutte le domeniche. Siamo grati alla sig.ra Rosa Ricci in Peroni e alla figlia Peroni Daniela che animano una vera e propria Corale e che già, hanno favorito nuove leve e per il suono dell'organo e della chitarra. Di certo la celebrazione liturgica acquista un maggiore coinvolgimento dei fedeli perché, anch'essi, hanno l'opportunità di cantare con l'aiuto del Coro. L'indicazione liturgica è infatti quella di poter coinvolgere tutti nel canto anche perché "il miglior Coro è l'Assemblea che canta". Nelle foto abbiamo la Corale dei Ragazzi e la Corale degli Adulti.

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Il Coro LAUDATE DOMINUM nasce a Faenza nel 1990 e, con costanza, si ritrova nella Parrocchia di Pieve Cesato per le prove.

Con il tempo il gruppo, animato dalla sig.a Rosa Ricci in Pertoni , è diventato sempre più numeroso. Oggi il coro è molto apprezzato, canta solo brani sacri e ha prestato e presta servizi in Diocesi e anche fuori. In questi ultimi anni ha cantato a Venezia nella Chiesa di San Giorgio, a Massa Carrara nella festa di Sant'Andrea Apostolo in occasione della Cresima, a Loreto, a San Giovanni Rotondo, a Roma il 27 marzo 2011 nella Chiesa di Santa Cecilia, durante la Santa Messa celebrata da Mons. Marco Frisina, noto musicista di cui il coro ha molti brani in repertorio. La domenica 18 settembre 2011 il coro è a Parona in Valpolicella nella Chiesa dove è parroco Mons. Mario Urbani, amico del nostro Arciprete.

Nella Parrocchia di Pieve Cesato le celebrazioni liturgiche sono sempre sostenute e dal suono dell'armonium o dell'organo e dai canti della corale unitamente alla Comunità.

Corale dei piccoli La corale

 

I compiti di un Coro liturgico:

  • Un coro liturgico è a servizio del rito che viene celebrato. Nella scelta dei canti occorre innanzitutto tenere presente questo fatto.
  • Poi il coro dovrà introdurre, sostenere, alternare e animare il canto di tutta l'assemblea. E' uno dei primi compiti fondamentali. Il coro fornisce un aiuto a livello ritmico e melodico, offre sicurezza e precisione esecutiva. Pensiamo solo alla grande acclamazione del Santo che costituisce la conclusione del Prefazio. Il Sacerdote invita i fedeli "insieme", "a una sola voce" e tutta l'assemblea acclama Dio tre volte santo. Lo stesso deve avvenire per il Padre nostro: non è pensabile che se ne appropri il coro, zittendo l'assemblea, con la motivazione di realizzare un pezzo polifonico d'autore.

"L'educazione al canto, a cantare in coro, non è solo un esercizio dell'udito esteriore e della voce; è anche un'educazione all'udito interiore, l'udito del cuore, un esercizio e un'educazione alla vita e alla pace. Cantare insieme, in coro, e tutti i cori insieme, esige attenzione all'altro, attenzione al compositore, attenzione al maestro, attenzione a questa totalità che chiamiamo musica e cultura, e, in tal modo, cantare in coro è un'educazione alla vita, un'educazione alla pace, un camminare insieme..." (Benedetto XVI°)

 


A dire il vero oggi la qualifica di "chierichetto", come nome, è superato; nei documenti ufficiali della Chiesa, coloro che prestano servizio per tutta la Comunità che si riunisce per la celebrazione dell'Eucarestia e per pregare, sono chiamati "ministranti".

Tutti però, ancora oggi, sono abituati al termine "chierichetto" e siccome significa comunque che si è "protagonista" nei momenti più importanti della vita liturgica della Parrocchia, va benissimo così. Tanti papà sono poi fieri di poter dire ai loro figli che anch'essi hanno svolto questo servizio e, così, alla Pieve di Cesato ora ne abbiamo un bel gruppo.

"Nella Domenica delle Palme del 2011, il nostro arciprete mons.  Vittorio ci ha consegnato le nuove vesti e anche una pettorina nei 4 colori liturgici. Noi ne siamo fieri, facciamo il possibile per arrivare sempre prima della Santa Messa anche perché per vestirci ci vuole qualche minuto e poi anche per la consegna dei vari incarichi. Non uno deve fare tutto, ma ognuno ha il sui compito. E' anche per questo che, in un cartellino numerato, sono indicate le nostre mansioni. Più volte abbiamo sentito che la partecipazione dei fedeli, perché sia vera, deve essere: consapevole, pia e attiva. Anche noi diamo un contributo perché questo avvenga". (M.)

Questi sono i nostri nomi: Savini Mattia, Timoncini Riccardo, Babini Stefano, Mazzotti Nicola, Mazzoni Alessandro, Babini Simone, Berardi Davide, Toni Lorenzo, Barnabei Giovanni, Daporto Christian, Magalotti Giacomo e Filippo, Cattani Pietro.

chierichetti Ministranti
Ministranti Ministranti

 

L’USCITA CON IL GRUPPO MINISTRANTI

 

Ministranti 2015   Ministranti 2015a

Sabato 29 agosto 2015 il Gruppo dei nostri Ministranti accompagnati da Don Vittorio hanno fatto la tradizionale uscita partendo da Faenza alle ore 8,20 in treno con destinazione Marradi. Qui, dopo la sosta in Chiesa per le preghiere del mattino e anche per alcune notizie storiche (a Marradi si venera la Madonna del Popolo, una immagine quasi identica a quella di Pieve Cesato).FOTO

 

Abbiamo poi iniziato la salita verso il Monte Gianni (la nostra meta) ma abbiamo avuto l’incontro con uno squinternato che si era alzato male e con il suo cane. In seguito abbiamo avuto notizie sul suo conto. Arrivati a destinazione c’è chi ha affilato la forbice del bacchetto da infilare nella salsiccia e chi ha raccolto legna nel bosco per accendere il fuoco. Tutti abbiamo mangiato in abbondanza l’ottima salsiccia che il Sig. Gambi Paolo assieme al nipote Matteo avevano preparato appositamente per noi.

Siamo stati circondati dall’accoglienza dei giovani ospiti della Struttura sul monte Gianni che fa capo a don Nilo. Ci hanno permesso di entrare in casa per il rifornimento d’ acqua e la disponibilità dei servizi igienici. Grazie. Ritornati a Marradi d’obbligo è stata la sosta al Bar di Piazza Scalelle e poi di nuovo alla Stazione per il rientro a casa.

Una giornata splendida e da ripetere. Grazie Don!


L'AZIONE CATTOLICA, a Pieve Cesato, è presente da molti anni e ha scelto un rapporto privilegiato di collaborazione con la pastorale diocesana e col cammino della Parrocchia.

Il Consiglio Parrocchiale è formato da:

Zama Michele (presidente), Bianchedi Stefano (vice presidente), Bosi Mirka (consigliere), Bucci Luisa (segretaria), Cattani Marta (resp. sett.adulti), Zama Angela (consigliere), Fabbri Giuliana (consigliere), Cavina Brigida (resp. Acr.), Timonicini Samuele (consigliere), Frega Cristina (resp.sett.giovani).

Settore Adulti

L'appartenenza associativa si esprime anzitutto nella comunità cristiana: è stata una scelta appropriata quella di non vivere isolatamente l'esperienza di cristiani adulti, ma di esprimerla nel gruppo associativo, all'interno della Parrocchia. Lo stile del servizio, della fedeltà, della corresponsabilità, della comunione è quello che ci fa essere soci, animatori e responsabili, accogliendo le proposte pastorali.

Settore Giovani e Giovanissimi

L'AC si riconosce quale esperienza di vita, i cui principi fondanti sono patrimonio di ogni giovane che ne vuole far parte, implica l'impegno a camminare, innanzitutto, nella crescita personale.

Spesso il giovane, alla Pieve, si trova ad essere educatore e catechista. Compito nobile perchè educare alla fede significa, infatti, essere testimoni dell'incontro con Gesù e avere la possibilità e la capacità di raccontarlo agli altri, con le parole e la vita di ogni giorno.

Sappiamo che non basta solo la 'buona volontà': è necessario conoscere la proposta educativa della Diocesi e della Parrocchia, farla propria rendendola concreta ed efficace con i ragazzi che ci sono affidati dalla Comunità.

Settore ACR

All'interno dell'Azione Cattolica sta l'Azione Cattolica dei Ragazzi: un'esperienza di Chiesa a misura di ragazzi. L'ACR ha infatti a suo fondamento quella intuizione per cui i ragazzi non vengono considerati oggetti di pastorale, ma soggetti e quindi protagonisti della propria esperienza di Chiesa. L'ACR si pone dunque come esperienza di crescita globale dei ragazzi: in umanità e nella fede.

Per i bambini e i ragazzi è l'età della compagnia!! Le feste sono il momento culminante nel quale si ritrovano in quanto in parrocchia non facciamo un cammino ACR perché hanno già il loro programma di catechismo. Le feste principali sono la festa del CIAO parrocchiale e la festa della PACE interparrocchiale.


IL VESCOVO CLAUDIO STAGNI ALLA PARROCCHIA DI PIEVE CESATO

7 febbraio 2010 Visita pastorale

Con la celebrazione di questa Messa concludiamo la Visita pastorale, attingendo alla grazia dell'Eucaristia domenicale. La Messa della domenica è il modo più vero per incontrarci, perché siamo discepoli del Signore, che parla a tutti: il vescovo, il parroco, le famiglie, i catechisti, i bambini. Gesù parla a tutti, e tutti abbiamo da imparare.

Questa settimana che sono stato con voi e ho visto una parrocchia viva; siete fortunati ad avere una parrocchia così. Ha una misura né piccola né grande, per cui vi conoscete tutti. C'è molta collaborazione e mi par di capire che vi volete bene. Volete bene a don Vittorio e anche lui ve ne vuole tanto. Lo sapete e lo vedete anche nelle cose che fa. Dobbiamo essere molto grati a don Vittorio per tutto quello che sta facendo, che ha fatto e che farà ancora. Dobbiamo ricordare anche i parroci che lo hanno preceduto, perché si vede che hanno seminato bene, formando delle famiglie che vogliono bene al Signore e che sanno educare i loro figli. Questa è una grazia grande, oggi soprattutto.

Ho visitato nelle vostre case qualche anziano e ammalato; ho visto la vostra Scuola materna e il Nido. È una realtà molto bella, guidata da persone molto motivate. Anche questo è un riferimento chiaro per i vostri bambini.

Il Vescovo in visita alla Scuola MaternaPoi ho incontrato i Consigli della parrocchia: il Consiglio pastorale, quello degli affari economici, quello del circolo e dell'unione sportiva. Sono attività che animano e ravvivano la vostra parrocchia e le associazioni. Ho apprezzato la collaborazione che c'è anche con la Diocesi, con un'apertura e una capacità di intendersi che è un arricchimento non solo per l'Azione cattolica ma anche per le altre realtà della parrocchia.

Ho saputo che ci sono molte iniziative a favore della parrocchia, che valorizzano molto volontariato. Il volontariato esisteva nelle parrocchie prima ancora che sapessimo che si chiamava così. Da sempre c'è gente che serve e aiuta per la pulizia della chiesa, per l'ordine, per le feste. Poi c'è il coro: siete fortunati ad avere un coro così ben preparato. Tutte queste cose vengono fatte perché volete bene alla vostra chiesa e avete piacere che chi viene in parrocchia si trovi bene; e lo si vede.

Noi parliamo di volontariato, ma in certe occasioni (sagra, feste) è un volontariato che lavora molto nella preparazione e nell'esecuzione delle attività. Bisogna dare atto di una grande generosità. Ho visto che fate anche della carità per i bisognosi, l'Istituto S. Teresa, le missioni ecc.

Questo è ciò che di bello ho visto. Qualcuno dirà: allora è tutto a posto?

Il Vescovo in visita alla Scuola MaternaC'è ancora qualcosa da fare e ce ne sarà sempre, in quanto si deve sempre ricominciare da capo. Infatti gli uomini nascono pagani e devono diventare cristiani, perché cristiani si diventa. Si deve quindi educare i figli da subito in famiglia, poi in seguito anche nella comunità parrocchiale dove c'è il percorso del catechismo. Questo cammino sarà sempre da perfezionare, coinvolgendo sempre più i genitori accanto ai loro figli, nel tempo del catechismo e anche dopo. È auspicabile che tutti i ragazzini che fanno il catechismo, alla domenica possano partecipare anche alla Messa. Infatti il catechismo prepara all'Eucaristia, a comprenderla, a parteciparvi e poi a viverla. Alla fine di tutto infatti ci rimane la Messa, come sostegno alla vita cristiana, come punto di arrivo e punto di partenza.

Poi voi avete capito che ci sono delle attività che suggeriamo di fare insieme alle altre parrocchie, nell'Unità pastorale, non perché voi non siate in grado di farle da soli, ma perché bisogna aiutare le parrocchie più sguarnite, quelle che non riescono da sole. Per esempio si potrebbe fare un'attività di formazione delle famiglie. Formare un gruppo di sposi che hanno i bambini piccoli; poi un altro gruppo per quelli che li hanno cresciuti e nascono problemi nuovi. Ci sono qua e là di questi gruppi per venire incontro ai genitori e aiutarli ad affrontare i loro impegni. Attraverso l'Unità pastorale questa potrebbe essere una delle cose auspicabili.

Come pure suggerisco con insistenza dappertutto la formazione degli adulti nella dottrina sociale della Chiesa. Ne abbiamo bisogno, perché il punto debole nel quale i cristiani rischiano di cadere è proprio questo: non sapere reagire alle insidie degli insegnamenti sbagliati che ci vengono dati dalla società, cominciando dal divorzio, dall'aborto, dalla prossima eutanasia, dal testamento biologico, per finire a tutte quelle cose di cui sentite parlare nella televisione e magari vi pare di non capirci niente. Ma c'è qualcuno che le capisce e le diffonde con tanta forza, e purtroppo non sono per il bene né delle famiglie né delle persone. Ci sono altri interessi, che non sto ad indagare, che spingono a questo. E noi dobbiamo farci furbi e approfondire i problemi che ci sono sotto queste questioni, che vengono presentate per il bene della gente come se fossero diritti, mentre bisogna capire bene di che cosa si tratta.

Oggi è anche la giornata della vita. Pensate cosa sta avvenendo per favorire non un diritto, come si dice, ma spesso un desiderio e talvolta un capriccio. E intanto si sacrifica la vita di chi ha appena iniziato a vivere. Noi cristiani a queste cose non ci possiamo rassegnare, perché altrimenti diventiamo una luce, come dice Gesù, che invece di risplendere e illuminare gli altri la nascondiamo sotto il moggio, e così rimaniamo al buio noi e lasciamo al buio anche gli altri. Ecco l'importanza della formazione degli adulti sulla dottrina sociale della Chiesa.

Infine vi chiedo di pregare per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Una volta queste parrocchie avevano quasi sempre qualche vocazione. Si è asciugata la sorgente, ma non certo perché Dio non chiama. Il Signore certamente mette il pensiero nel cuore dei giovani; ma poi non è alimentato, non è custodito, forse non trova quella spinta nella famiglia e nella comunità cristiana che deve dare l'idea della bellezza di servire i propri fratelli anche per aiutarli nel cammino di fede.

Certo si possono servire i propri fratelli anche nel mondo con un impegno sociale e politico. Ma guai se vengono meno coloro che formano le coscienze, e costruiscono la comunità dei figli di Dio, qui da noi, nelle missioni... Il Signore, avete sentito nel Vangelo, chiama i suoi per mandarli; li ha uniti a sé per mandarli in tutto il mondo.

Il Vescovo in visita al NidoSe andiamo avanti così il vescovo rischia di non avere più nessuno da mandare. Ho già fatto 20 funerali di preti nei cinque anni e mezzo che sono a Faenza, e ho consacrato un sacerdote soltanto. Bisogna che invertiamo la rotta. Gesù ha detto: pregate. Bisogna che preghiamo di più, con ore di adorazione, Rosari, mettendoci in ginocchio e pregando. Così il Signore capisce che gradiamo il sacerdote, e lo capiscono anche i ragazzini che devono mettersi a disposizione e devono scegliere. Se invece pensiamo solo ai nostri interessi, a sistemarci nel mondo e non a sistemare il mondo, allora dovremo ancora piangere e ancora faticare.

Concludiamo questa settimana affidandoci a S. Giovanni Battista, vostro patrono. Lui la sua parte l'ha fatta fino al martirio. Credo che sia un bel richiamo per una parrocchia avere un Santo così grande, del quale Gesù ha detto: Non è nato tra i figli di donna, uno più grande di Giovanni Battista.

 


AdP L'Apostolato della Preghiera è un gruppo di persone che si sono impegnate a PREGARE QUOTIDIANAMENTE secondo le intenzioni dela Santo Padre e della Chiesa.  Nell'anno 2012 Papa Benedetto XVI° indica le tappe di una autentica spiritualità al Sacro Cuore di Gesù:

** conoscere  attraverso la preghiera, l'adorazione e la Parola di Dio;

**sperimentare leggendo la propria vita per scoprirvi i segni dell'amore che ci vengono da Dio;

**vivere soprattutto amandoci vicendevolmente gli uni gli altri come Dio ama noi;

**testimoniare poichè l'amore rende visibile il Dio invisibile.

Sono Iscritti al Gruppo Apostolato della Preghiera: Cattani Rosanese, 


 

RELAZIONE TECNICA DELL'INTERVENTO DI RESTAURO DEL CROCIFISSO SETTECENTESCO DI

 PIEVE CESATO DI FAENZA

 

Crocefisso1    Crocefisso2

Il Crocifisso di Pieve Cesato era in cattive condizioni conservative ed estetiche, aveva le  braccia staccate dal busto, i piedi erano staccati tra loro ed il drappeggio era anch'esso malandato e con grandi mancanze.

La policromia era stata falsata e ricoperta da due strati di colore non originale e tutta la figura aveva spessi strati di polvere e vernici alterate.

Crocefisso3       Crocefisso4 

Le dita della mani mancano totalmente.

L'intervento di restauro è consistito nell'attaccare e rendere solido il manufatto, si è poi incominciata la pulitura e la rimozione di tutti i rifacimenti non originali all'opera.

Il Crocifisso, che era stato ripreso almeno due volte nel tempo occultando la policromia originale del settecento scoperto con l'attuale restauro.

La rimozione dei rifacimenti ha permesso che l'opera, di ottima fattura e di bella qualità, ritornasse al suo incarnato livido originale. Anche il drappo era stato arbitrariamente ridipinto  d'azzurro , l'intervento lo ha riportato al color tela grezza originale.

Le dita non sono state rifatte  perché la loro ricostruzione, non autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Bologna,  risulterebbe un falso storico.

Filologicamente il recupero dell'originale non prevede rifacimenti così invasivi ed arbitrari, infatti non c'erano tracce della posizione delle dita perché totalmente mancanti.  

Si sono stuccate tutte mancanze di colore e si sono ritoccate con colori per il restauro ad imitazione del colore originale.

L'opera, ora, è nella sua impostazione e nel colore  un Crocifisso del settecento.

E' stato riportato, per volontà dell'Arciprete di Pieve Cesato Monsignor Vittorio Santandrea che aveva riconosciuto il pregio della scultura, al suo valore originale nel rispetto dell'autenticità dell'opera come manufatto antico.

Bastia di Ravenna 04 dicembre 2012                       

restauratrice Isabella Cervetti

FirmaRestauratrice

Crocefisso5

Via Petrosa n.555  48020 Bastia (Ra)  Cell. 333-4572064 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Cod.Fisc.CRVSLL61M47D704T- P.IVA01102990395

 

Il Crocifisso del 1700 di Pieve Cesato, restaurato.

L’Anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI° ci interpella tutti per una riscoperta della nostra fede e ci invita a “tenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo morto e risorto per la nostra salvezza. In Lui trovano piena luce gli esempi di fede che hanno segnato questi duemila anni e solo in Lui vi è la certezza per guardare al futuro con la garanzia di un amore autentico e duraturo”.

Molte sono le iniziative che nelle nostre Comunità parrocchiali si stanno portando avanti nello spirito di questa riscoperta e con il preciso scopo di rinnovare e accrescere la nostra fede e la sua testimonianza nel nostro tempo. Un esempio significativo, che bene si accompagna alle altre iniziative di carattere più specificamente religiose, ce lo ha presentato la Parrocchia di Pieve Cesato con il recente Restauro di un antico e pregiato Crocefisso coinvolgendo più soggetti competenti e generosi. Si tratta di un’opera del 1700 che negli anni ha subito pesanti lacerazioni ed anche interventi di rifacimenti non sempre consoni alla preziosità dell’opera stessa.

Ora, grazie all’interessamento del Parroco mons. Vittorio Santandrea e con la mano esperta della restauratrice accreditata presso la Soprintendenza di Bologna la dott. sa Isabella Cervetti, con il supporto prezioso del falegname di Pieve Cesato sig. Sergio Assirelli, che ha ricostruito la croce utilizzando legno di olmo ricavato dalle sponde del vecchio letto dei genitori di don Vittorio, il bel Crocefisso è ritornato alla sua originale bellezza ed al suo valore artistico e devozionale nel rispetto dell’autenticità dell’opera come manufatto antico.

Questa iniziativa, contiene anche un grande valore come legame con il nostro passato e potrebbe diventare un esempio da imitare per un recupero di memorie religiose, storiche, artistiche e culturali di cui la nostra terra è così ricca, ma spesso non del tutto valorizzata. Un grazie va a chi ha pensato e realizzato l’opera mettendone poi a conoscenza la Comunità tutta che può ammirarla  nella Parrocchia di Pieve Cesato.

Enrico Argnani.

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